inviatecilamagia
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ESISTONO DUE ITALIE?

Da ormai parecchi anni sentiamo dire che esistono due Italie (per Bossi anche tre, ma è un'altra faccenda): una berlusconiana becera e fredifraga, l'altra di sinistra integerrima, altruista, minoritaria.
Ho creduto in questa tesi a lungo, ma ho smesso da diverso tempo: non starò qui a fare il lungo elenco di gente di sinistra schifosa che ho conosciuto: leccaculo, opportunista, razzista, corrotta...basti dire che persino MIO PADRE, che è un antiberlusconiano all'ennesima potenza (molto più di me, che considero Berlusconi un sintomo, non il male), poi trova giusto fare il furbo, cercare le scappatoie, ce la con gli immigrati etc...
A fronte di tutti costoro ho anche conosciuto alcuni (pochi) elettori di destra di cui non posso proprio dir male. Perciò, visto che I FATTI per me hanno ancora un peso maggiore delle IDEE, ho messo in discussione quel paradigma.
Nei giorni scorsi ho fatto una visita al blog del mio amico Massimo Messina, consigliatissimo (http://massimomessina.spazioblog.it), dove ho trovato un'intervista al segretario nazionale del Nuovo Partito d'Azione (di cui maxmex è membro). L'intervista riportava anche considerazioni condivisibili, ma a mio avviso calcava molto la mano su questa storia delle due Italie e sparava a zero sui giovani. Ho lasciato un commento, che poi Massimo ha riportato nel forum del N.P.A. insieme alla sua risposta.
La cosa interessante è che, se sul tema giovani vs gerontocrazia un po' di dibattito c'era, mi pare che sulla "differenza antropologica" tra elettori di centrodestra e centrosinistra NESSUNO (tranne Max) aveva il minimo dubbio.
Allora mi è venuto questo dubbio: non sarà che gli Italiani votano così poco a sinistra proprio perché c'è tutta questa puzza sotto al naso, questo élitarismo?
Sarà un caso o no, se quelli che sono nati come partiti della classe operaia, da oltre vent'anni sono solo i partiti degli intellettuali? Sarà un caso se ora che sono un disoccupato che sgomita per un posto precario, confrontandosi con sindacati semimafiosi e Pubbliche amministrazioni indecenti, mi sento più lontano dai partiti e le organizzazioni in cui ho sempre militato, rispetto a quando ero un neolaureato avviato alla libera professione?
A mo' di appendice, riporto il mio ultimo post lasciato sul blog di Messina. Snafutz a tutti.
Su tua segnalazione ho letto gli interventi pubblicati sul forum e, a essere sincero, non mi sono affatto piaciuti: mi sembrava un copione già lettnei vari partiti di sinistra che ho frequentato in passato: settarismo, voglia di mettersi in mostra e la solita mania di fare l'esegesi delle sante parole del capo (sono stato  sempre in area comunista e lì queste tendenze arrivano all'ennesima potenza, ma non mancano nei Verdi e nel Pd che conosco bene da esterno).
A parte la pedanteria sulle contrapposizioni antropologiche, con tanto di superflua etimologia greca, i partecipanti al forum credono davvero di essere migliori perché sono antiberlusconiani? Non voglio essere troppo duro: anch'io ho avuto ed ho questa tendenza, ma la mia analisi è fondata sulla critica situazionista al dominio spettacolare (spero tu abbia avuto tempo e voglia di documentarti sul situazionismo, io non posso spiegartelo in una mail!)  e non posso non vedere che il problema va ben al di là del pecoreccio o del malcostume: gli antiberlusconiani che usano questi argomenti mi paiono tanti Savonarola e mi fanno terrore.Questa sinistra abbonda di maestrini,ma le sue aule sono vuote.Se compiacersi del fatto di essere intelligenti tra gli analfabeti fa felice questi maestrini, ebbene è proprio ciò che vuole il dominio spettacolare: questa critica, anche se fondata, diventa roba buona per riviste semestrali e, gradualmente, gli intellettuali di sinistra divengono scimmie ammaestrate da far esibire negli stessi salotti televisivi che criticano: chi pubblica i loro libri, chi distribuisce i loro film? E poi hanno il coraggio di criticare chi scimmiotta i vip?Ma quella non è che idolatria e guarda che non c'è differenza tra idolatrare Bonolis, la mummia di Lenin, Umberto Eco, polverosi libri di Parri o le parole del segretario Quartana. Il guaio è sempre la sostituzione della verità dei fatti, con il simulacro della realtà: la realtà, come ha scritto Zizek,è il feticcio della "postmodernità": tutti la invocano, ma col solo fine di costruire uno schema,una categorizzazione che dovrebbe "imprigionarla"; ma non c'è.In questo la postmodernità e ancora positivista,ottocentesca e idealista: non ha imparato che non c'è modo di ridurre il molteplice ad uno, di decidere dei fondamenti etici una volta per tutte. Guai! Non c'è l'elettore di destra col suv cattivop e quello con la R4 di sinistra buono. E, credimi, E' MEGLIO COSI'

03:24 - Sep. 5, 2008

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Modesto tentativo di riappropriarsi della vita, partendo dal pensiero (per la minoranza che non crede di vivere in un mondo impersonale)

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